Presentazione a Scandicci

La prima presentazione “ufficiale” del libro “Utopie di bambini” si è tenuta presso la Biblioteca di Scandicci, nell’ambito di un ciclo di incontri sui rapporti tra scuola e società (Leggere la scuola).

Si è trattato di un incontro intenso, con un pubblico composto prevalentemente da insegnanti e da un paio di nonne interessate alla filosofia con i bambini. Sono particolarmente contento per avere incontrato nuovamente qui Giuseppina Rossi, esperta di progettazione europea, tra i primi e più convinti sostenitori del crowdfunding che ha reso possibile la realizzazione del viaggio delle 100 utopie… a lei sono riconoscente anche per l’ulteriore spinta e incoraggiamento che mi sta dando nel proseguire il viaggio…; ho poi incontrato di nuovo Teresa Maiorana, maestra della splendida classe di Firenze, tappa di uno dei miei viaggi (vedi Utopia di Firenze). Ricordo ancora lo scambio di mail con cui mi invitò a conoscere la sua classe: era una mail da cui si intuiva una straordinaria passione per l’impegno nell’educazione in quelle che a volte appaiono come “trincee socio-culturali”… La sua classe ospitava 19 bambini con ben 10 paesi diversi nella mente e nel cuore (oltre all’Italia, India, Marocco, Perù, Cina, Argentina, Messico, Colombia, Stati Uniti e Filippine).

Riporto due passaggi dalle sue mail:

La futura V A racchiude pienamente nel suo piccolo ecosistema  la realtà multiculturale italiana all’interno della quale ciascun suo rappresentante promuove il dialogo, la conoscenza e l’arricchimento di tutti. […] Viviamo, come tanti, un’atmosfera spesso mortificante per l’entusiasmo con cui vorremmo dare opportunità ai nostri piccoli.
Essi meriterebbero una visione più ottimista del futuro, per questo mi è sembrata illuminante l’idea di scoprire con loro il significato di utopia.

Ho avuto il piacere di conoscere e di conversare qui, tra gli altri, Plinia Morelli, che lavora nel Coordinamento dei Servizi Educativi del Comune di Scandicci. Con loro e con Samuele Calzone, ricercatore INDIRE, abbiamo iniziato anche a parlare di possibili sviluppi del progetto incentrato sulle utopie.

Samuele Calzone mi ha fatto l’onore di presentare il libro con grande trasporto e coinvolgimento. Ci eravamo persi di vista, ma avevo già avuto il piacere di lavorare con lui un decennio fa, nell’ambito delle iniziative dell’Istituto Stensen di Firenze dedicate alle Scuole superiori e per la stesura di un manuale di filosofia edito da Bulgarini (Firenze).

Mi ha fatto molto piacere ripensare il libro attraverso le sue parole e attraverso le domande e le considerazioni dei presenti. Ad esempio, attraverso queste considerazioni di Samuele:

Mi ha colpito la ricchezza delle osservazioni dei bambini e la loro propensione al dialogo, alla relazione che promuove conoscenza, alla collaborazione dialettica per raggiungere uno obiettivo. Ho trovato nelle loro parole tanta filosofia, quella che spesso raccontiamo con le definizioni dei grandi filosofi. Mi ha incuriosito, per esempio, il senso di comunità che sembrano avere i bambini (abitare tutti insieme in una casa grande…conducendo una vita in comune…affrontando insieme i pericoli), l’idea che in presenza di gente civile ed educata non ci sia bisogno di regole […], e le riflessioni sulla guerra degne del nostro Hobbes. Rispetto alle forme di governo dell’isola, ho trovato una posizione curiosa: qualche bambino propone di fare re uno straniero, che non abbia quindi interessi particolari e che sia estraneo, diremmo noi, alle logiche di potere locale. E anche qui, mi viene da pensare all’esperienza dei podestà dei nostri comuni medievali toscani!

 

 

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